
Non è facile valutare davvero un libro quando già parti un po' prevenuto. E' come se decidessi di andare in un nuovo ristorante a cena prevenendo le brutte sorprese con uno sconsiderato aperitivo.
Con lo stesso spirito questo fine settimana ho aperto le pagine di "Io sono di legno", di Giulia Carcasi, famosa per il suo "Ma le stelle quante somo".
Una cliente mi aveva detto: "Potrebbe scriverlo chiunque", un'altra si era lamentata di quanto fosse diverso dal primo...le critiche lo trattavano con una certa superficialità...
Eppure mi andava di leggerlo...è della lunghezza giusta, quella che ti occupa una domenica pigra.
A questo punto vi starete chiedendo se mi è piaciuto oppure no...
Non è cos' semplice dirlo. Sicuramente è molto diverso da come me lo immaginavo.
C'è una "cattiva madre" che spia nel diario della figlia e attravrso esso si racconta in maniera così reale e dolorosa da farti domandare se ci sia qualcosa di vero in tutta questa storia.
C'è una figlia che in realtà non c'è, nascosta dietro poche righe in corsivo, che non permettono nemmeno di immaginare come sia veramente la sua vita.
Ci sono similitudini forzate, differenze ignorate...
Insomma, c'è tuuto quello che realmente si cela dietro al rapporto madre e figlia, non quello idilliaco dei telefilm, quello vero e a volte tanto doloroso che ogni donna, madre o figlia che sia, conosce.
Non so se mi è piaciuto, ma so di certo che ho fatto bene ad aprire quella prima pagina.
Con lo stesso spirito questo fine settimana ho aperto le pagine di "Io sono di legno", di Giulia Carcasi, famosa per il suo "Ma le stelle quante somo".
Una cliente mi aveva detto: "Potrebbe scriverlo chiunque", un'altra si era lamentata di quanto fosse diverso dal primo...le critiche lo trattavano con una certa superficialità...
Eppure mi andava di leggerlo...è della lunghezza giusta, quella che ti occupa una domenica pigra.
A questo punto vi starete chiedendo se mi è piaciuto oppure no...
Non è cos' semplice dirlo. Sicuramente è molto diverso da come me lo immaginavo.
C'è una "cattiva madre" che spia nel diario della figlia e attravrso esso si racconta in maniera così reale e dolorosa da farti domandare se ci sia qualcosa di vero in tutta questa storia.
C'è una figlia che in realtà non c'è, nascosta dietro poche righe in corsivo, che non permettono nemmeno di immaginare come sia veramente la sua vita.
Ci sono similitudini forzate, differenze ignorate...
Insomma, c'è tuuto quello che realmente si cela dietro al rapporto madre e figlia, non quello idilliaco dei telefilm, quello vero e a volte tanto doloroso che ogni donna, madre o figlia che sia, conosce.
Non so se mi è piaciuto, ma so di certo che ho fatto bene ad aprire quella prima pagina.
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